La differenza sostanziale tra gli specialisti è nel metodo e nell’approccio al disagio mentale. In un modello di stampo medico ci si occupa maggiormente dei sintomi, lo sguardo si rivolge a quest’elemento e interviene prevalentemente da un punto di vista farmacologico. Nei processi diagnostici si orienta alla descrizione dei fenomeni psichici da mettere in relazione con il processo terapeutico, in relazione ai sintomi espressi (Valutazione di tipo categoriale). Il un modello psicodinamico si lavora sulla storia personale del paziente, sul contesto di vita, sulle capacità, risorse positive e possibilità di cambiamento della persona, sulla dimensione inconscia, stili di funzionamento e stili difensivi, e e nei processi diagnostici si orienta ad valutazione complessa e dinamica dei fenomeni psichici. Il sintomo è un elemento che si inserisce in una scena più ampia di dinamiche psichiche da esplorare e sui cui intervenire (Valutazione di tipo dinamico). Nel primo caso si lavora maggiormente sul tentativo di ri-stabilire un equilibrio compromesso dalla malattia/sintomo; nel secondo si sforza di cogliere i sensi del disequilibrio e ha nelle sue priorità la promozione di uno sviluppo e di una salute che va al di là dell’assenza di sintomi e della remissione/eliminazione degli stessi.
Queste visioni proposte si attraversano sia in ambito medico che psicologico in relazione al tipo di approccio da avere nell’ambito della salute mentale. Gli stessi orientamenti psicologici e psichiatrici, ad esempio, hanno un modo di vedere, leggere ed intervenire sul sintomo, completamente differenti tra loro a seconda dell’orientamento specifico.
L’alta e sempre crescente specializzazione di queste figure, le rende profondamente interrelate e complementari in ambito clinico-terapeutico. Le complesse situazioni cliniche richiedono interventi combinati che implicano più livelli di ascolto, di accoglienza e di intervento.
Nel modello psicologico di matrice psicoanalitica non si può escludere l’analisi complessa della persona sofferente che esplicita quel sintomo o quella situazione di sofferenza. Questo modello si inscrive maggiormente nella logica della circolarità piuttosto che in quella della linearità: sintomo=terapia. Gli interventi psicoterapici (psicoanalitici) si muovono verso un apporto trasformativo della personalità globale, tentando di vedere la sofferenza come un insieme di dinamiche complesse che si articolano e influenzano reciprocamente. Questo modello si orienta, nei diversi livelli possibili di intervento, a ristrutturazioni profonde dei nuclei psicopatologici della persona, le sue collusioni e le sue compensazioni. I modelli di intervento sono differenziati e specifici.
E’ importante precisare che in un area tanto complessa come quella della comprensione e cura dalla persona, nella sua sofferenza mentale, le conoscenze e le competenze debbano integrarsi ed arricchirsi di una complessità teorica e metodologica utile per il miglioramento della salute dei pazienti. La mente e il comportamento umano, normale e patologico, sono elementi estremamente articolati e complessi per essere spiegati facendo riferimento ad un solo modello teorico.
