Leggere Freud oggi
Perché leggere Freud?
“La lettura e l’uso degli scritti di Freud è uno dei nostri compiti più ardui. […] La difficoltà risiede nel fatto che Freud ha creato una nuova dimensione di pensiero e di linguaggio, e che la pigra e grossolana familiarità di oggi con alcuni dei suoi concetti ostacola piuttosto che facilitare una lettura autentica dei suoi testi. Sarebbe possibile comprendere maggiormente la complessità che la lettura di Freud pone, per il fatto che occupa un territorio tra l’opera letteraria vera e propria e la dissertazione scientifica”(M. Khan). È importante fare riferimento a due aspetti della cultura della conoscenza.
Lo sforzo importante, però, sarebbe quello di “considerarle infatti sotto due aspetti e percepire, come meglio possiamo, sia ciò che significavano nel momento in cui sono state scritte, sia ciò che significano oggi” (Lord Snow). Questa differenza tra le due culture ci aiuta a tenere a mente la difficoltà della lettura di Freud. “Per quanti progressi si siano fatti nella scienza della psicoanalisi, nulla potrà mai sostituire la lettura di Freud stesso […] Oggi si può leggere creativamente Freud solo inquadrandolo nella ricerca contemporanea” (M. Khan 1979).
Chi cerca di riassumere e condensare in maniera perfetta le linee del pensiero freudiano proponendo un dogma coerente e definitivo non può che sviarci.
“La morale di tutto questo è che si deve leggere Freud in una doppia prospettiva: storica, con riferimento al suo testo; contemporanea, con riferimento a tutti gli sviluppi avvenuti da allora. La psicoanalisi è una scienza in sviluppo ed è molto cambiata da Freud in poi” (M. Khan 1979). Leggere Freud, dunque, rappresenta un esercizio di crescita creativa e sensibile, che offre la possibilità per creare dentro di sé quello spazio in grado di accogliere le multiforme lingue con cui la medesima esperienza cerca di narrare sé stessa. La lettura di Freud, ancora, concorre a costruire quella lente raffinata che, pur storicizzandola, prova a seguire le complesse modalità con cui la condivisa esperienza di sofferenza umana si radica nell’uomo e nella sua storia.
La convinzione che criticare Freud serva a criticare la psicoanalisi tout court è forse il tentativo, piuttosto frequente, di prendere le distanza, come da sempre accade, verso le bollenti questioni che la psicoanalisi stessa svela e affronta, patrimonio di ogni uomo di ogni tempo e storia. “[…] Il modo migliore di mantenere viva l’eredità lasciata da Freud è quello di trasmetterne tutto il dinamismo istaurando un dialogo con lui attraverso ciò che ci ha affidato” (Quinodoz J.).
Riferimenti
Khan M., (1970) Il quadro terapeutico inventato da Freud in Lo spazio privato del Sé, Boringhieri 1979.
Quinodoz J., (2005) Leggere Freud, Scopera cronologica dell’opera di Freud, Borla.
