La psicoterapia psicoanalitica è economica?
Il dibattito relativo all’economicità è centrale. Il suo sfondo è costituito dalle trasformazioni economiche e sociali e dall’esplosione dei costi nel settore sanitario, un aumento della privatizzazione sanitaria. Gradualmente il campo della psicoterapia/psichiatria ha continuamente aumentato la propria importanza. I disturbi psichici sono più trattati dall’opinione pubblica e la loro incidenza è cresciuto notevolmente. Uno sviluppo simile può essere costatato a proposito delle malattie psicosomatiche: sempre di più è stato riconosciuto che dietro sintomi somatici si celano disturbi psichici. Contemporaneamente, il numero delle persone attive nel campo della psicoterapia e il numero dei metodi è aumentato.
Come può essere giudicata l’economicità?
La valutazione dell’economicità è complicata. Essa dipende dai seguenti fattori:
• quali differenti benefici si vogliono considerare nel bilancio (ad esempio soltanto i benefici finanziari “duri” oppure anche quelli immateriali),
• se si faccia una valutazione a breve oppure a lungo termine,
• quali limiti si fissano (utilità individuale, per gli assicurati di una Cassa malati, nell’ambito della salute pubblica o dell’economia pubblica).
La citata commissione dell’UFAS ha circoscritto questi criteri in modo relativamente aperto e pragmatico:
“L’esame dell’economicità dei metodi di psicoterapia viene definito come la valutazione comparativa dell’impatto finanziario causato dal trattamento con il valore dei risultati. A prescindere dall’impatto finanziario per un trattamento secondo un determinato metodo psicoterapeutico è perciò necessario considerare anche valori che documentino un beneficio materiale o immateriale della psicoterapia. Nel caso della psicoterapia, le analisi costi/efficacia sono da preferirsi alle analisi costi/benefici. E’ necessario indagare secondo criteri scientifici in che misura il trattamento con un determinato metodo psicoterapeutico è in grado, ad esempio, di evitare o di accorciare le degenze ospedaliere o le inabilità lavorative oppure di ridurre i costi di trattamenti di altro tipo. L’utilità di un trattamento psicoterapeutico può consistere anche in un miglioramento della qualità della vita.” In un passaggio successivo vengono definiti concretamente i seguenti criteri di economicità: “Diminuzione della richiesta di chiarimenti diagnostici o di trattamenti medici nel settore ambulatoriale e ospedaliero, della richiesta di medicamenti, di servizi sociali e di prestazioni di rendite. Diminuzione dell’incapacità lavorativa e del grado di invalidità.” E’ comunque da rilevare che, tanto da questa Commissione come anche da altre fonti (ad esempio il rapporto sulla psicoterapia del Servizio Sanitario Nazionale (NHS) in Inghilterra), si sottolinea che in tutto il campo delle psicoterapie – non soltanto di quelle psicoanalitiche – lo stato della ricerca sulla “cost effectiveness” è ancora insoddisfacente.
La psicoterapia psicoanalitica: cara eppure economica?
Sullo sfondo di queste argomentazioni, la domanda dell’economicità delle psicoterapie psicoanalitiche si pone in modo differenziato. In linea di massima, la psicoterapia psicoanalitica costituisce una prestazione socioeconomica a costi elevati perché è una prestazione umana che solo in misura trascurabile è razionalizzabile tecnologicamente. Il suo oggetto è una modifica dello “stile” della persona. Essa soggiace a proprie regole e può essere compressa nel tempo o accelerata solo in misura molto limitata.
In un trattamento psicoanalitico a più sedute settimanali, che possono arrivare a tre o a quattro sedute e, generalmente erogabili solo attraverso specialisti in ambito privato, i costi – calcolati esclusivamente in termini economici – sono alti
Malgrado i costi alti, vi sono chiari indizi che le psicoterapie psicoanalitiche sono economiche. La concezione psicoanalitica parte dal punto di vista che non soltanto i sintomi ma anche i presupposti fondamentali di questi sintomi vengano modificati. Le modifiche a livello della struttura di personalità hanno effetti che vanno oltre la modifica di singoli disturbi. Ne risultano conseguenze per la vita individuale (per esempio un impiego più cosciente di atti medici, un’organizzazione più sana della vita, meno comportamenti autolesionistici) e, anche per i famigliari e i gruppi di persone con i quali gli interessati si trovano in rapporto (per esempio miglioramento delle capacità educative nei confronti dei propri figli oppure miglioramento delle competenze sociali sul posto di lavoro). Il fatto che l’effetto terapeutico sia duraturo, a livello individuale e sociale ha importanti ricadute economiche positive.
Questi risultati, che per chi pratica la psicoterapia sono evidenti, sono sostenuti dalla ricerca. A. Dührssen, già nel 1962, ha dimostrato l’economicità (rapporto costi/efficacia) della cura psicoanalitica e in uno studio più recente (Breyer et al. 1997) è stato possibile evidenziare che una terapia psicoanalitica intensiva già dopo pochi anni pareggia i costi di trattamento grazie ad una riduzione dell’uso di servizi medici.
L’economicità delle psicoterapie psicoanalitiche può venir migliorata grazie a diversi presupposti e ad alcune misure atte a garantire la qualità:
• un’indicazione accurata e chiara al trattamento,
• la garanzia di un processo terapeutico sufficiente (le cure possono essere ineconomiche se diventano troppo lunghe, cioè se risulta evidente che non si sviluppa un processo terapeutico sufficiente oppure se la cura viene protratta al di là del momento del miglioramento ottimale. Le cure possono però essere in-economiche anche quando sono troppo brevi per compiere il necessario processo terapeutico),
• l’esecuzione della cura da parte di un terapeuta formato in modo specifico e che si tenga costantemente aggiornato, come d’altronde è richiesto dalle associazioni di categoria.
Bibliografia
Lazar SG e Gabbard GO (1997): the cost-effectiveness of psychotherapy. Psychother Pract Res 6(4), 307-314.
Gabbard GO., Lazar SG., Hornberger J., Spiegel D. (1997): The economic impact of psychotherapy: a review. Am J Psychiatry 154 (2), 147-55.
Metzl J. (1998): Psychotherapy, managed care and the economy of interaction, Am J Psychother 52, 332-351.
National Health Service Executive (1996): Psychotherapy Services in England, London HMSO.
