Stato della ricerca sulla psicoterapia psicoanalitica
Disponiamo di dati e di fatti?
La ricerca in psicoterapia è necessaria. La posizione della ricerca in psicoterapia e la domanda di dati scientificamente validati, ha visto aumentare la propria importanza negli ultimi anni. Il settore della psicoterapia si è differenziato e professionalizzato e ha così portato alla necessità di documentare scientificamente i differenti orientamenti terapeutici e i loro campi di applicazione. Anche il radicamento della psicoterapia nelle istituzioni psichiatriche e universitarie, ha portato a un notevole avanzamento nella ricerca. Anche nell’ambito della sanità pubblica, a seguito dei grandi cambiamenti avvenuti viene richiesta in modo sempre più urgente l’esigenza di verificabilità scientifica. Ciò si manifesta anche nelle più recenti tendenze del “management” della qualità nei settori sociali e della sanità.
Diversità dei punti di vista nella ricerca in psicoterapia
Sin dagli inizi, la ricerca empirica ebbe, nella psicoanalisi, una posizione di grande rilevanza. Tuttavia, le opinioni divergono a proposito di che cosa essa sia. Con l’imperativo freudiano del collegamento costante tra ricerca e cura, la psicoanalisi propugnò sin dagli inizi un metodo suo particolare, di ricerca, basato sull’osservazione clinica dei casi. D’altra parte, anche nella ricerca psicoanalitica, diventò sempre più necessario adeguarsi ai criteri di ricerca accettati per le scienze mediche e sociali empiriche. Si sviluppò così un “campo di tensione” tra i legittimi interessi di mettere in atto una ricerca adeguata per obiettivi e per metodi alla psicoterapia psicoanalitica da un lato e all’esigenza di adattamento agli attuali canoni metodici positivistici dall’altro (p.es. studi comparativi, studi controllati randomizzati RCA, impiego della statistica). Grazie ad una metodologia sempre più specifica nel rilevamento dei dati psico-dinamici, delle strutture relazionali, dei conflitti predominanti ecc. è diventata possibile una miglior mediazione tra queste posizioni. Cionondimeno, la tensione rimane e non è facile risolverla.
Selezione di una vasta messe di risultati
La mole dei risultati è così vasta che è difficile garantire una visione d’assieme. E’ perciò una coincidenza fortunata, che il Comitato scientifico della Asscociazione Psicoanalitica Internazionale IPA abbia presentato un compendio degli studi sui risultati della psicoterapia psicoanalitica, che può essere consultato in Internet all’indirizzo
http://www.ipa.org.uk/ research/R-outcome.htm
e che viene continuamente aggiornata (An Open Door Review of Outcome Studies in Psychoanalysis).
Quali sono i più importanti risultati empirici?
Le indicazioni in percentuale su pazienti che hanno tratto beneficio dalla psicoterapia psicoanalitica presentano delle discordanze. Tuttavia, è possibile mettere in evidenza diversi risultati convergenti:
• Le terapie portate a conclusione sono regolarmente associate a notevoli vantaggi personali (CURP, BIIIA, BPIS) (_).
• Quanto più lunga è la cura, tanto è migliore il risultato (NYPIS, CURP, HSB, BPIS, BJS).
• La psicoterapia psicoanalitica può elevare il livello di funzionamento di un gruppo clinico al livello della popolazione normale (TSS, SKIS, BJS).
• La psicoanalisi intensiva è più efficace della psicoterapia psicoanalitica (CURP, BIIIB, AFC4, LAS).
• Talvolta la superiorità della psicoanalisi nei confronti della psicoterapia risulta evidente solo anni dopo la conclusione della cura (SKIS, AFC3).
• Tuttavia, nella catamnesi, la superiorità della psicoanalisi nei confronti della psicoterapia non sempre si trova confermata (HAS, BPIS).
• Certi risultati tendono a provare che la psicoanalisi e la psicoterapia psicoanalitica sono vantaggiose e addirittura economiche (NPS, TSFC, BJS, TKS).
• In alcuni studi la psicoterapia viene considerata ancor più economica della psicoanalisi (TKS).
• La psicoterapia psicoanalitica porta ad una riduzione dei costi della salute (BII, BJS), e ciò anche dopo anni dalla conclusione della terapia (TKS).
• La psicoanalisi, però, porta anche ad una maggior sollecitazione dei Servizi sanitari (SKIS).
• La psicoterapia psicoanalitica può portare ad una riduzione dell’uso di medicamenti psicotropi nei trattamenti stazionari (BIIIA).
• La psicoterapia psicoanalitica migliora la capacità di lavoro (BII, BIIIA, BJS, TSS).
• Il trattamento a lungo termine in psicoterapia psicoanalitica può ridurre durevolmente una sintomatologia borderline (NPS, MCFO, NSW, LPHS) e i miglioramenti persistono.
• La psicoterapia psicoanalitica può essere una forma di trattamento efficiente per disturbi psico-somatici gravi (AFC1, BIIIA).
Cosa può essere riferito sul trattamento di categorie specifiche di pazienti?
• Pazienti gravemente disturbati beneficiano in modo specifico della psicoanalisi più che della psicoterapia (AFC1, HSC).
• I disturbi del comportamento rispondono alla psicoterapia psicoanalitica meno bene dei disturbi emotivi (AFC2, BIIIA).
• Bambini piccoli traggono maggior beneficio dalla psicoterapia psicoanalitica di bambini più grandicelli (AFC2).
• I problemi anaclitici possono venire trattati meglio in psicoterapia, i problemi introiettivi, invece, nella psicoanalisi (MPRP).
• I disturbi psicosomatici rispondono bene alla psicoterapia psicoanalitica (HSA, BIIIA).
Che cosa influenza il processo terapeutico?
• Per avere successo, la psicoterapia psicoanalitica di gravi disturbi di personalità richiede la combinazione di tecniche supportive e espressive (MPRP).
• Il rapporto terapeutico all’inizio del trattamento permette di predire il risultato (BIIIC).
• Per pazienti psicotici, la terapia di sostegno, in considerazione della sua flessibilità, è superiore alla psicoterapia psicoanalitica in senso stretto (BPSS).
• Paura, senso di colpa e idealizzazione transferale sono associate a risultati terapeutici positivi mentre che vergogna, umiliazione e angosce esistenziali si associano a fallimenti terapeutici (AFC4).
• Buoni risultati sintomatici vengono anticipati da modifiche nei sogni (USD).
L’importanza dei terapeuti e del rapporto terapeuta-paziente
• Gli analisti più esperti non sono necessariamente i più efficienti (SKIS, NYPIS).
• Vi sono indizi che posizioni psicoanalitiche classiche siano poco utili nella psicoterapia psicoanalitica (SKIS).
• La compatibilità di analista e paziente è un predittore di importanza centrale del successo (BPIS).
Studi attualmente in corso: A quali domande saranno in grado di rispondere?
• Efficacia della psicoanalisi per depressioni gravi e ansia
• Efficacia della psicoanalisi in confronto alla terapia cognitivo-comportamentale in bambini con gravi disturbi d’ansia.
• Differenze qualitative nel processo terapeutico tra psicoanalisi e psicoterapia.
• Economicità della psicoanalisi.
• Efficacia dei procedimenti analitici modificati nel trattamento dei disturbi borderline.
• Contratti terapeutici che si sono dimostrati validi della psicoterapia psicoanalitica di disturbi borderline.
• L’importanza della mentalizzazione nel processo terapeutico psicoanalitico.
Quali sono i limiti dell’evidenza empirica nella ricerca psicoanalitica?
I risultati disponibili non devono farci dimenticare che sono necessari ulteriori e più intensi sforzi di ricerca. Studi di ricerca di vecchia data presentano – per le esigenze attuali – debolezze metodologiche. Tra di esse si conta la mancanza di diagnosi standardizzate, una insufficiente precisazione delle misure terapeutiche, una selezione inaccurata dei probandi, procedure di valutazione statistica lacunose ecc. Gli studi comparativi sulle terapie sono di difficile esecuzione, non è stato possibile dimostrare la superiorità delle psicoterapie psicoanalitiche a confronto diretto con altri procedimenti. Attualmente, la più importante difficoltà metodologica sembra essere il fatto che il processo psicoanalitico in se stesso non può ancora essere ben descritto empiricamente. E’ proprio a ciò che mirano gli attuali sforzi di ricerca.
Considerazioni conclusive: la ricerca è ampia, eppure rimane ancora molto da fare.
Alcune conclusioni sullo stato della ricerca empirica in psicoanalisi:
• Osservazioni sbagliate, anche se ripetute, non per questo diventano più giuste. Una di esse è il mito che la psicoanalisi non abbia da presentare nessuna ricerca empirica.
• Rimane ancora molto da fare. Soprattutto la ricerca deve, come in ogni altra disciplina, essere portata avanti con le migliori metodologie disponibili.
• E’ urgente che si pubblichino risultati di ricerche specificamente orientati su certi disturbi. La teoria psicoanalitica non ha definito che cosa sia “specifico per un certo disturbo” soprattutto in base alle prescrizioni della psicopatologia descrittiva. Poiché la ripartizione delle risorse nel sistema sanitario pubblico nei prossimi anni, invece, dipenderà in misura crescente dalla possibilità di dimostrare un’efficacia
terapeutica specifica per un certo disturbo dei procedimenti psicoterapeutici, la ricerca psicoanalitica dovrà mostrare di quali risultati già oggi dispone e dovrà raccogliere ulteriori risultati di una ricerca specificamente orientata sui singoli disturbi.
• La discussione scientifico-teorica a proposito di quali procedimenti di ricerca siano adeguati al concetto di malattia e di guarigione della psicoterapia psicoanalitica è poco conosciuta e dovrebbe venir condotta in modo più attivo e più intenso.
Il collegamento delle ricerche tra gli istituti e le associazioni che si dedicano alla psicoanalisi e alla psicoterapia psicoanalitica è necessario ed importante.
ARTICOLI
Shedler (2010) Efficacy of Psychodynamic Psychotherapy
APA Resolution Recognition of Psychotherapy Effectiveness
Meta-analisi sull’efficacia delle psicoanalisi
An Empirical Investigation of Analytic Process 9-1-2013
Declaration APA on Psychotherapy DEF
SELEZIONE DALL’ELENCO DELLE RICERCHE
AFC1-5 aus AFC2: Anna Freud Centre Studies 2. Chart Review of 765 Cases Treated with Psychoanalysis or Psychotherapy (AFC2)
Fonagy, P., Target, M. (1994). The efficacy of psychoanalysis for children with disruptive disorders. Journal of the American Academy of Child and Adolescent Psychiatry, 33, 45-55
ACS4 Anna Freud Centre Studies 4: The Comparison of Intensive (5 times -weekly) and Non-intensive (once weekly) Treatment of Young Adults Fonagy, P., Gerber, A., Higgitt, A, & Bateman, A. (in preparation). Thecomparison of intensive (5 times weekly) and non-intensive (once weekly) treatment of young adults.
BIIIA-C The Berlin III Study (A,B&C): A multi-centre study on psychoanalytic- orien- ted treatments Rudolf, G., Manz, R., & Ori, C. (1994). Ergebnisse der psychoanalytischen Therapien. Zsch Psychosom Med, 40, 25-40
BJS The Berlin Jungian Study: On the effectiveness and efficacy of outpatient (Jungian) psychoanalysis and psychotherapy – a catamnestic study Keller, W., Westhoff, G., Dilg, R., & Rohner, H. H. (1998).
Studt and the study group on empirical psychotherapy research in analytical psychology. Berlin: Department of Psychosomatics and Psychotherapy, University Medical Center Benjamin Free University of Berlin BPIS The Boston Psychoanalytic Institute Study
Sashin, J., Eldred, S., & Van Amerowgen, S. T. (1975). A search for predictive factors in institute supervised cases: a retrospective study of 183 cases from 1959-1966 at the Boston Psychoanalytic Society and Institute. International Journal of Psycho-Analysis, 56, 343-359
HSA The Heidelberg Study (A & B): The Heidelberg PsychosomaticClinic Study – a naturalistic prospective outcome and follow-up study Rad, v M., Senf, W., Bräutigam, W. (1998).
NPS The Norwegian Psychotherapy Study Høglend, P. (1993). Personality disorders and long-term outcome after brief psychodynamic psychotherapy. Journal of Personality Disorders, 7, 168-181
NYPIS The New York Psychoanalytic Institute Study (NYPIS) Erle, J.,& Goldberg, D. (1984). Observations on assessment of analyzability by experienced analysts. Journal of the American Psychoanalytical Association, 32, 715-737
SKIS The Stockholm Karolinska Institute Study: Long term therapies in a public health program Sandell, R., Blomberg, J., Lazar, A. (1997). When reality doesn’t fit the blueprint: doing research on psychoanalysis and long-term psychotherapy in a public health service program. Psychotherapy Research, 7, 333-344
TKS The Konstanz Study – The German Consumer Reports Study Breyer, F., Heinzel, R. & Klein, Th. Kosten und Nutzen ambulanter Psychoanalyse in Deutschland (Cost and benefit of outpatient analytical psychotherapy in Germany). Gesundheitsökonomie und Qualitätsmanagement, 2, 59-73
TSS The Stuttgart Psychotherapeutic Hospital Follow-Up Study Teufel, R., & Volk, W. (1988). Erfolg und Indikation stationärer psychotherapeutischer Langzeittherapie. In W. Ehlers, H. C. Traue, & D. Czogalik (Eds.), Bio-psycho-soziale Medizin (pp. 331-346). Berlin: Springer- PSZ.Drucke.
Fonagy P. et. al: An Open Door Review of Outcome Studies in Psychoanalysis. Report prepared by the Research Committee of the IPA at the request of the President. Dieser Bericht ist auf dem Internet unter
http://www.ipa.org.uk/research/R-outcome.htm
