“Il gergo dello specialista è necessario? In meccanica un ingranaggio non si chiama una rotella coi denti; in chirurgia il bisturi non è un temperino. Lo stesso accade in psicoanalisi. La psicoanalisi, per esempio, sembra irta di parole complesse: il Super-Io, Io, i complessi di Edipo, le frustrazioni di Edipo, lo stadio anale sublimato, l’identificazione proiettiva, l’angoscia di castrazione, il seno materno, gli archetipi… ecc. sono indispensabili? Si. Perché ciascuna di esse “sintetizza” con precisione delle situazioni umane vaste, che coinvolgono intere esperienze e che possono avere diverse sfaccettature. Perciò il gergo qualche volta è indispensabile; ma non deve essere segno di potenza o di mistero dietro il quale lo specialista può trincerarsi, difensivamente. […]” (P. Daco)
I concetti psicoanalitici sono particolarmente complessi, comprenderli implica non solo una riflessione teorica prolungata ma anche esperienza clinica e soprattutto un percorso analitico personale per cogliere la ricchezza dell’esperienza che si racchiude dietro termini “specifici”. Questi termini sono indispensabili per comunicare e condensare realtà molto ampie e variegate dell’esperienza umana, nonché per una condivisione maggiore tra gli specialisti.
Un termine specifico si riferisce ad una dimensione psichica, relazionale altrettanto specifica. Non si possono inter-cambiare alcuni termini e occorre avere chiaro a cosa ci stiamo riferendo nel momento in cui si utilizza un concetto o un termine piuttosto che un altro. Dunque il gergo è indispensabile. Diverso è ciò che avviene in una terapia analitica, in cui il terapeuta non si rivolgerà al paziente con un linguaggio “tecnico” del gergo specialistico. La centralità di un percorso di analisi implica la realizzazione di un’esperienza e non un indottrinamento rispetto al modo di essere del paziente. Il paziente va accolto e compreso, non “spiegato”. Nell’esperienza con il paziente ci si rende conto, allora, di come ciascuno termine (o riferimento concettuale) abbia la sua specifica vitalità. La teoria deve farsi esperienza e cura per la persona, restituendo all’analista il grande portato che condensano i sistemi di riferimento teorici e concettuali che utilizza per descrivere quel processo.
Uno dei grossi problemi attuali è la diluizione di alcuni termini nel linguaggio comune. Questo non permette, spesso, una chiarezza rispetto a quello che si vuole dire, generando pericolose semplificazioni, fraintendimenti e confusioni.
