La psicologia del profondo è costituita da diversi ambiti come la psicoanalisi (Scuola di Freud e post freudiani) psicologia analitica (Scuola di Jung e post junghiani) e altre scuole. La differenza? Le psicologie del profondo (di cui la psicoanalisi fa parte) investigano gli aspetti inconsci rimossi, le dinamiche psichiche sottese ai comportamenti umani. Generalmente possiamo dire che la psicoanalisi, in particolare, si rivolge alle dinamiche “che non ci sono” nella coscienza. Non compaiono come funzioni ma che arrivano attraverso il prodotto della loro stessa presenza (materiale rimosso, tra cui il sintomo) – Diversamente la Psicologia in generale si occupa delle funzioni psichiche (memoria, intelligenza, pensiero). La psicoanalisi legge queste funzioni rispetto ai loro livelli non solo espliciti ma anche impliciti (inconsci).
Queste classificazioni, tuttavia, tra Freudiani, Bioniani, Kleiniani, Lacaniani, non rappresentano bene la realtà psichica per com’è nella realtà. Le evoluzioni nella teoria e nella tecnica hanno beneficiato dei contributi di tutti gli autori che ne sono stati esponenti.
La realtà clinica, inoltre, ci pone dinanzi a situazioni molto articolate in cui la persona non può essere scomposta per aderire ad una specifica teoria, bensì, al contrario, è un modello teorico che può essere più utile per aiutarci a definire quella specifica situazione clinica. Quinidi occorre sempre tenere conto dei differenti livelli che attraversano la clinica e la teoria psicoanalitica integrandoli, per quanto possibile, per rispondere alle esigenze e alle domande di aiuto rivolte, dalle persone, allo specialista.
Ma cos’è la Psicologia del profondo? Come la definizione stessa lascia immaginare, è una specificità nel campo della comprensione e della cura psicologica che fa propri, strumenti di indagine e cura che tengono conto degli aspetti inconsci della psiche e della stessa relazione terapeutica analista-paziente.
