La psicologia della Gestalt
Le origini e il concetto di Gestalt
(Source: Hilgard, E., Atkinson, R. & Atkinson, R. 1979 134)
“Gestalt”: psicologia della Gestalt, psicologia della forma, Gestalttheorie, Gestaltpsicologie
Il termine Gestalt vuole indicare il concetto di unità avente una sua propria forma.
Teoria e metodologia sono riconducibil a Wertheimer (1880-1943), Kohler (i886-1941) e Koffka (1887-1967). Quello della Gestalt rappresenta un moviemnto Europeo, con contatti con gli stati uniti.
La data di nascita è in 1912, anno in cui Wertheimer pubblica il suo lavoro sul movimento stroboscopico, o “movimento apparente” o “fenomeno phi”.
Questo movimento rappresenta una risposta tedesca alla psicologia di Wundt, un movimento radicale antielementaristico con il rifiuto della scomposizione in “chimica” della coscienza.
Le influenze sono riconducibili al padre “filosofico” Kant:
E dal filosofo-psicologo Franz Brentano con i seguenti nodi teorici di riferimento:
(*) Altri esponenti di riferimento sono: Meinong e Benussi, Von Ehrenfels .
I primi lavori dei gestaltisti
Wertheimer e il “fenomeno phi”:
In particolare:
La critica all’empirismo
Altre osservazioni:
L’atteggiamento fenomenologico e la teoria di campo
L’atteggiamento fenomenologico differenzia la psicologia della Gestalt dalle scuole precedenti sul piano metodologico.
“Atteggiamento fenomenologico” sostiene che ciò che deve essere preso in considerazione direttamente e con privilegio, sono i fatti così come ci vengono forniti dai nostri organi di senso. Tutte le spiegazione sul funzionamento dell’apparato percettivo e dei fenomeni psicologici hanno valore solo in quanto riescono a convalidare i fatti direttamente derivati dall’esperienza.
“Atteggiamento anti-introspezionismo”:
Piano teorico: la teoria di campo
Sul piano teorico è cruciale il concetto di “teoria di campo”.
Per la psicologia della Gestalt ogni fenomeno può e dovrebbe essere descritto con imprescindibile attenzione agli aspetti dinamici, perché l’ordine presente nelle cose è di tipo dinamico. La teoria di campo cerca di rendere conto proprio di questa dinamicità del fenomeno, utilizza per la psicologia strumenti concettuali della fisica dei campi, quali forze, campo, equilibrio. Per la teoria di campo:
I principi di unificazione formale
Costruire una teoria di campo significa individuare le precise regole dell’interazione tra le parti presenti nel campo fenomenico, tali regole sono i “principi di unificazione formale”
I principi più generali fissati da Wertheimer sono:
Il postulato dell’isomorfismo
Il postulato dell’isomorfismo sostiene che esiste un’identità strutturale tra il piano dell’esperienza diretta (piano fenomenico) e quello dei processi fisiologici ad esso sottostanti.
Cioè, qualsiasi manifestazione del livello fenomenico (percezione, pensiero, memoria, apprendimento) trova un corrispettivo in processi che, a livello cerebrale, presentano caratteristiche funzionalmente identiche.
Ciò significa che
Due ordini di conseguenze:
La psicologia del pensiero e la psicologia sociale
La psicologia della Gestalt, anche se sorta in relazione alla percezione (forma), elabora un impianto teorico che si estendono allo studio e concettualizzazione riguardo il pensiero, la memoria e l’apprendimento, la dinamica della personalità, la psicologia sociale, l’espressività e la psicologia dell’arte, la psicologia genetica, la psicologia animale, la patologia della personalità.
Tutti sono caratterizzati dalle gestante, ovvero dagli aspetti dinamici
Kurt Lewin: mostra come si possa costruire un sapere scientifico basato su analisi sperimentale anche nel caso di eventi non ripetibili.
A tale scopo occorre distinguere due impostazioni sul modo di giungere alla conoscenza scientifica:
Questa impostazione è più costruttiva.
Le regioni: Lewin fa uso dei “costrutti topologici” (la topologia si interessa in modo non metrico a relazioni di tipo spaziale) per descrivere con il linguaggio universale, situazioni dinamiche concrete, quali le caratteristiche dell’ambiente psicologico e delle strutture della persona :
La strutture della persona
La persona è una sorta di gerarchia di regioni, interdipendenti con l’ambiente, alcune tra loro fortemente connesse e funzionalmente dipendenti, altre meno, altre infine solo debolmente o per niente collegate. Inoltre questa struttura muta nel tempo a seconda dello sviluppo della persona, delle sue condizioni di salute mentale, e perfino dello stato generale psicofisico.
La mente non è un singolo sistema unitario, ma costituito da un grande numero di gestalten (unità significative): nella mente è necessario stabilire sempre dove si ha a che fare con complessi unitari e dove invece no.
Psicologia genetica e differenziale
Una delle differenze dinamiche tra il bambino e l’adulto è il grado di differenziazione, ovvero di articolazione in regioni e sistemi psichici diversi. Il bambino presenta un’articolazione molto meno pronunciata, egli è un sistema molto più unitario, una “Gestalt” dinamicamente più forte.
Bambini debole di mente:
Psicologia dei gruppi
E’ una logica estensione delle formulazioni riguardanti la persona e l’ambiente.
Al di fuori di un soggetto, come parte dell’ambiente, sono presente anche “altre persone” in grado di generare un campo attorno a sé: variazioni nel comportamento altrui (del campo generato dagli “altri) possono generare variazioni nel comportamento del soggetto.
Si può complicare lo schema e pensare al gruppo come una serie di interazioni tra regioni (individui) ognuna in grado di generare vari tipi di campi.
Si può pensare al caso di gruppi formati in maniera non avventizia o contingente, a relazioni dinamiche piuttosto specifiche;
A volte il gruppo è tanto forte da divenire esso stesso una regione speciale in cui sono vietati o concessi comportamenti diversi da quelli riscontrabili fuori del gruppo.
La psicologia della Gestalt negli Stati Uniti
Comportamentismo e Gestalt
In questo periodo la psicologia ufficiale nordamericana vive una piena fase di sviluppo del comportamentismo, completamente agli antipodi della Gestalt:
La Gestalt:
Il Comportamentismo:
Kohler: “L’esperienza umana, nel suo significato fenomenologico, non può essere affrontata neppure con i nostri metodi più attendibili: e quando abbiamo a che fare con essa, possiamo essere costretti a formare nuovi concetti che a prima vista sembrano un po’ vaghi. La maggior parte degli sperimentalisti [americani] perciò rifugge dall’osservare la scena fenomenica o perfino di riferirsi ad essa. Eppure è questa la scena sulla quale, per ciò che riguarda gli attori, si svolge continuamente il dramma della vita umana’ di ogni giorno. Se noi non studiamo mai questa scena, ma insistiamo su metodi e concetti sviluppati in indagini “dall’esterno”, i nostri risultati sembreranno facilmente estranei a coloro che vivono intensamente dall’”interno”
La psicologia americana, fin dagli inizi, ha accettato temi e metodi della teoria della Gestalt solo nell’ambito della psicologia sociale, perché:
Cognitivismo e Gestalt
A partire più o meno dagli inizi degli anni ‘60, la riscoperta dei temi gestaltisti si è fatta più consistente soprattutto con l’affacciarsi alla ribalta di una nuova corrente: il cognitivismo. La psicologia cognitivista nasce infatti con lo scopo di spiegare proprio quegli aspetti organizzati, costruttivi, globali dei fenomeni psichici che sfuggivano al metodo rigidamente analitico-riduttivo del comportamentismo. In questo quadro appare naturale un riavvicinamento o almeno una rivisitazione dei temi e dei metodi gestaltisti.
